Evviva
Cade la pioggia, inserito originariamente da -taro.
Finalmente la tesi ha uno sblocco, dopo un periodo di assenza di una settimana ho riparlato col prof, quindi teoricamente il periodo buio si sblocca.
Mapperò rendiamo un po’ più utile questo inutile blog, parlando della foto di qui sopra, ne sono molto soddisfatto, la profondità di campo è obliqua, e l’assenza di punti di riferimento danno l’effetto di gocce di pioggia congelate mentre cadevano, il cielo è buio e sembra anche abbastanza incazzoso. Ma anche no, semplicemente mi sono sdraiato nel salotto di casa ed ho fotografato la porta finesta dal basso, in modo da non prendere nella composizione nè il legno, nè le colline, nè il balcone, liberando cioè il tutto dai punti di riferimento di cui sopra. Ne consegue che le gocce erano già ferme, e quindi non ho congelato un bel piffero, il cielo era sì nuvoloso, ma mica poi tanto, è scuro perchè la foto ha un’esposizione di 1/2500 sec, cioè dietro le nuvole c’era un bel sole!
Tutto ciò per dirvi che:
“Sta qui l’ambivalenza della fotografia: realtà e finzione, presente e passato convivono ma non coincidono, sono l’uno la chiave di lettura dell’altra. Ma la fotografia è anche uno strumento per realizzare l’immaginario, è lo specchio della fantasia.”
il testo completo lo trovate qui.
Ps, aggiornata la pagina delle info.






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